martedì 7 febbraio 2012

Capo Seattle

Questo discorso fu fatto da capo Seattle all’Assemblea Tribale del 1854, in risposta ad una offerta di acquisto che il “Grande Capo” di Washington (Douglas) fece per una vasta area di territorio indiano in cambio di una riserva per il popolo indiano. La risposta del Capo indiano Seattle rimane ancor oggi il più bello e profondo documento ecologico mai scritto!

Capo Seattle
“Il Grande Capo a Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. Il Grande Capo ci manda anche parole di amicizia e di buona volontà. Questo è gentile da parte sua perché noi sappiamo che egli ha poco bisogno della nostra amicizia in cambio. Ma noi prenderemo in considerazione la sua offerta. Perché sappiamo che se noi non vendiamo la nostra terra l’uomo bianco può venire con i fucili e prendersela.

Come è possibile comprare o vendere il cielo, il tepore della terra? L’idea è estranea a noi. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria e lo scintillio dell’acqua sotto il sole, come potete voi comprarli?

Ogni zolla di questa terra è sacra al il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio di insetti è sacro nella memoria e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che scorre nel cavo degli alberi reca con sé la memoria dell’uomo rosso.

I morti dell’uomo bianco dimenticano la loro terra natale quando vanno a passeggiare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai questa terra meravigliosa, perché essa è la madre dell’uomo rosso. Noi siamo parte della terra e la terra è parte di noi. I fiori profumati sono nostre sorelle; il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli; le creste rocciose, il profumo delle praterie, il calore dei pony e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.
Per questo, quando il Grande Capo di Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Il Grande Capo ci manda a dire che ci riserverà uno spazio ove muoverci affinché possiamo vivere confortevolmente fra di noi. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli.
Prenderemo, dunque, in considerazione la sua offerta. Ma non sarà facile. Questa terra è sacra per noi. Quest’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è solo acqua, è il sangue dei nostri padri. Se vi venderemo la nostra terra, dovete ricordarvi che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni riflesso spirituale nell’acqua chiara dei laghi parla di avvenimenti e di ricordi nella vita del mio popolo. Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli, essi ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi trasportano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi venderemo le nostre terre, dovete ricordarvi ed insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovete usare per essi le stesse gentilezze che usereste per un fratello.
L’uomo rosso si è sempre ritirato di fronte all’uomo bianco che avanzava, come la foschia delle montagne corre prima del sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono suolo sacro, e così queste colline, questi alberi, questa parte di terra è per noi consacrata. Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra è uguale ad un’altra, perché è come uno straniero che irrompe furtivo nel cuore della notte e carpisce alla terra tutto quello che gli serve. La terra non è suo fratello ma suo nemico e quando l’ha conquistata passa oltre. Egli abbandona la tomba di suo padre dietro di sé e ciò non lo turba. Rapina la terra ai suoi figli, e non si preoccupa. La tomba di suo padre, il patrimonio dei suoi figli cadono nell’oblio. Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come cose da comprare, sfruttare, vendere come si fa con le pecore o con le perline luccicanti. La sua ingordigia divorerà la terra e lascerà dietro di sé solo deserto.
Io non so. I nostri modi sono diversi dai vostri. La vista delle vostre città provoca dolore agli occhi dell’uomo rosso. Ma forse ciò è perché l’uomo rosso è selvaggio e non capisce. Non c’è nessun posto silenzioso nelle città dell’uomo bianco. Nessun luogo ove percepire lo schiudersi delle gemme a primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse è perché io sono un selvaggio e non comprendo. Un assordante frastuono sembra insultare le orecchie. E quale significato ha vivere in quei posti se l’uomo non può ascoltare il grido solitario del caprimulgo o il chiacchierio delle rane attorno ad uno stagno? Io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il suono dolce del vento che si slancia come una freccia sulla superficie di uno stagno, e l’odore del vento reso terso dalla pioggia meridiana o profumato dal pino pignone.
L’aria è preziosa per l’uomo rosso, giacché tutte le cose condividono lo stesso respiro: gli animali, gli alberi, gli uomini tutti condividono lo stesso respiro. L’uomo bianco non sembra dare importanza all’aria che respira; come un uomo in agonia da molti giorni egli è intorpidito dal puzzo. Ma se noi vi venderemo la nostra terra dovrete ricordarvi che l’aria per noi è preziosa, che l’aria condivide il suo spirito con tutto ciò che essa fa vivere. Il vento che diede il primo alito ai nostri nonni è lo stesso che raccolse il loro ultimo sospiro. E il vento deve dare anche ai nostri figli lo spirito della vita. E se noi vi venderemo la nostra terra voi la dovete custodire divisa come sacra, come un luogo dove anche l’uomo bianco può andare ad assaggiare il dolce vento che reca le fragranze della prateria.
Così prenderemo in esame la tua offerta di comprare la nostra terra. Se decideremo di accettare io porrò una condizione: l’uomo bianco dovrà trattare gli animali di questa terra come suoi fratelli.
Io sono un selvaggio e non conosco altro modo. Ho visto migliaia di carcasse di bisonti imputridire sulla prateria abbandonati dall’uomo bianco che gli ha sparato da un treno in corsa. Io sono un selvaggio e non comprendo come il “cavallo di ferro” fumante possa essere più importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per vivere.
Che cos’è l’uomo senza gli animali? Se tutti gli animali scomparissero, l’uomo morirebbe per la grande solitudine del suo spirito. Perché quello che accade agli animali, presto accadrà all’uomo. Tutte le cose sono collegate tra loro.
Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che calpestano è la cenere dei nostri nonni. Affinché i vostri figli rispettino la terra, dite loro che essa si arricchisce con la dipartita dei nostri congiunti. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri figli: che la terra è la madre di tutti noi. Tutto ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra essi sputano se stessi. Così noi sappiamo. La terra non appartiene all’uomo; l’uomo appartiene alla terra. Così noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate come i membri di una famiglia sono legati dallo stesso sangue. Tutte le cose sono collegate. Tutto ciò che accade alla terra accade ai figli della terra. Non è l’uomo che tesse la trama della vita: egli ne è soltanto un filo. Tutto ciò che egli fa alla trama lo fa a sé stesso.
Persino l’uomo bianco, il cui Dio cammina e dialoga con lui come amico con amico, non può sottrarsi al destino comune. Dopo tutto, possiamo essere fratelli. Vedremo. Una cosa noi sappiamo che forse l’uomo bianco scoprirà un giorno: il nostro Dio è lo stesso Dio. Voi forse pensate che lo possedete come volete possedere la nostra terra; ma non lo potete. Egli è il Dio dell’uomo, e la Sua misericordia è uguale per l’uomo rosso e per l’uomo bianco. La terra è a Lui preziosa e nuocere alla terra è accumulare disprezzo sul suo Creatore.
Anche i bianchi passeranno, forse prima di tutte le altre tribù. Continuate a contaminare i giacigli dei vostri focolari e una notte soffocherete nei vostri stessi rifiuti.
Ma nel morire risplenderete luminosamente, infiammati dalla forza del Dio che vi ha portato in questa terra e per qualche motivo speciale vi ha dato il dominio su questa terra e sull’uomo rosso. Questo destino è per noi un mistero, perché non capiamo quando tutti i bisonti vengono massacrati, i cavalli selvaggi domati, i luoghi più segreti delle foreste violati da molti uomini e la vista delle colline fiorite rovinata dai fili che parlano. Dov’è il bosco? Andato. Dov’è l’aquila? Andata.
Come dire addio all’agile pony e alla caccia? E’ la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.
Così prenderemo in considerazione la tua offerta di comprare la nostra terra. Se saremo d’accordo dovrai assicurarci la riserva che ci hai promesso. Là, forse, potremo finire i nostri brevi giorni come desideriamo. Quando l’ultimo uomo rosso sarà scomparso dalla terra e la sua memoria sarà solo l’ombra di una nube attraverso la prateria, queste spiagge e queste foreste conterranno ancora gli spiriti del mio popolo. Perché essi amano questa terra, come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Quindi se noi vi venderemo la nostra terra amatela come noi l’abbiamo amata. Abbiatene cura come noi ne abbiamo avuta. Conservate nella vostra mente la memoria della terra come è quando la prendete. E con tutta la vostra forza, con tutta la vostra mente, con tutto il vostro cuore, preservatela per i vostri figli e amatela … come Dio ama tutti noi.
Una cosa noi sappiamo. Il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per Lui. Nemmeno l’uomo bianco può essere esonerato dal comune destino.
Possiamo essere fratelli, dopo tutto. Vedremo.”

sabato 4 febbraio 2012

OSSERVAZIONI SULLA LEGGE REGIONALE SULLA CACCIA

Proposta di calendario venatorio regionale per le stagioni venatorie 2012-2013, 2013 -2014 e 2014-2015. Osservazioni.

Rilievi critici.
1) Il WWF contesta l’opportunita’ di un calendario venatorio triennale che non ha alcuna motivazione di carattere ecologico-conservazionistico, mentre è sicuramente utile ai proponenti per diminuire il fastidioso, ma dovuto, monitoraggio annuale sullo “status” di conservazione delle singole specie oggetto di prelievo. Il voto“unanime e palese”della giunta regionale, dei cui firmatari sarebbe interessante verificare la competenza specifica, certifica la fretta di allontanare un impegno che criteri di ragione  vorrebbero annuale, al fine di verificare, viste le variabili, la consistenza delle specie oggetto e di salvaguardarne lo stato di conservazione. La Corte Costituzionale, in seguito agli esposti degli ambientalisti, ha gia’ impugnato la legge regionale della Liguria che aveva approvato un calendario venatorio triennale invece che  annuale. Ma la critica al calendario venatorio triennale risulta pertinente soprattutto alla luce di quanto etologi, ricercatori ed esperti della medicina della fauna ( Mauro Delogu dell’Universita’ di Bologna,  Paolo Zucca dell’Universita’ di Trieste, per ultimi)  hanno osservato durante l’autunno-inverno 2011, in cui le variazioni climatiche sono state talmente evidenti da modificare il comportamento e la stessa fisiologia della nostra fauna, con animali ed uccelli che hanno anticipato il loro comportamento di accoppiamento ed il rischio concreto che un’intera stagione riproduttiva per nascite premature, mancanza di prede e l’insistere della predazione venatoria, salti. Sara’ opportuno tener conto, annualmente, di questa variabile?

2) Nello specifico si nota come anche per gli anni futuri, malgrado i pareri dell’ISPRA  ( ricordiamo che la Commissione Europea intende tali pareri come obbligatori e non consultivi)   che da tempo chiedono la sospensione del prelevo venatorio per le specie migratorie in cattivo stato di conservazione, continua l’insulsa pratica di accompagnare la certificata flessione con progressivi limiti di carniere. Una logica perversa che non tiene conto di quanto recitano gli art.1 (+bis) e 2 dalla legge 157/92 che  contemplano l’obbligo  di mantenere e riportare le specie di uccelli selvatici in flessione ad uno stato di conservazione soddisfacente. Necessaria quindi una moratoria. In questa proposta di legge avviene esattamente il contrario favorendo, come al solito, gli interessi venatori a scapito della conservazione.

3) Esaminando il testo della proposta di legge triennale, l’art. 4 comma D consente dal 1 ottobre al 30 novembre arbitrariamente 2 giornate in piu’per la caccia alla sola migratoria.La solita” proposta indecente” anche alla luce di quanto hanno stabilito altre regioni che hanno diminuito le giornate di caccia ad alcune specie di migratoria Poiché molte delle specie oggetto di prelievo sono attualmente indicate a livello europeo in flessione ( Ispra Prot./T-A11) e considerate in cattivo stato di conservazione, appare evidentemente inopportuno concedere ulteriore tempo alla caccia nel periodo di massimo flusso migratorio, soprattutto in mancanza di analisi efficaci per valutare la consistenza del prelievo nei confronti delle specie cacciabili. Un ulteriore inchino ai voti  della lobby venatoria. Come demagogico appare richiamarsi ad ormai tramontate tradizioni popolari per giustificare quello che il tempo ha definitivamente mutato.

4) Parimenti appare dannoso concedere la caccia al cinghiale su terreni in parte o completamente coperti di neve, addirittura con pasturazione artificiale. Senza conoscere i dati annuali sulla consistenza della specie, cio’si configura come una concessione ulteriore alle pressioni dei cacciatori. In contrasto pure con quanto recita l’art. 21 comma M della legge 157/92  ed in offesa a tutte le altre specie che vengono disturbate in un periodo di massima difficolta’ nel reperire le risorse atte alla sopravvivenza.

5) Riguardo il progetto di legge l’art. 4 comma 11 concede, richiamandosi all’art.12 comma 5 della legge157/92, la possibilita’ di utilizzare come richiami i derivati domestici del germano reale. Il citato comma non concede questa possibilita’e men che mai se risulta supportata, come d’uso, dalla conseguente pasturazione. Si tratta quindi di illecita pasturazione di specie selvatiche in periodo venatorio. Pratica  vietata  durante questo periodo.

6) L’ISPRA ha criticato diversi  periodi e modalita’ di prelievo della proposta di legge in quanto  permette periodi di caccia piu’ estesi  di quelli suggeriti. In particolare l’apertura a diversi migratori ed anatidi alla terza domenica di settembre anziché al 31 ottobre. Chiusura alla quaglia il 31dicembre anziché il 31 ottobre. Chiusura a diversi anatidi e limicoli al 31 gennaio anziché al 20 gennaio. Chiusura ai turgidi al 20 gennaio anziché al 10 gennaio. Chiusura della beccaccia al 20 gennaio anziché al 31dicembre. Apertura alla lepre alla terza domenica di settembre anzichè al 1 ottobre. Queste misure dell’ISPRA, seppur minime, non sono state recepite. Facile immaginare dietro quali pressioni.

7) La caccia vagante in gennaio è criticabile per lo stesso motivo espresso al punto 4.
In sostanza, anche questa proposta di legge si configura  come il solito metodo burocratico di affrontare un problema, quello della conservazione della fauna selvatica, che meriterebbe  ben altra consapevolezza ed attenzione da chi è autorizzato a gestirla.

Aspetti positivi:
1) Divieto all’uso di munizionamento di piombo nelle ZPS e nelle zone umide. Tale divieto si auspica venga esteso anche alla caccia agli ungulati.
2) Riduzione dei periodi di caccia per alcune specie.
3) Per Starna e pernice sara’ permesso il prelievo solo in presenza di piani di gestione provinciali e dopo attento monitoraggio sulla consistenza della specie.
4) La moretta non è piu’ cacciabile.
5) La volpe cacciabile secondo i suggerimenti dell’ISPRA
6) Positivo appare il parere di conformita’obbligatorio della regione sui singoli calendari provinciali al fine di evitare che qualche presidente di provincia possa modificare  i calendari venatori per favorire chi gli porta voti.
Riguardo la proposta di permettere nel periodo 1-31 gennaio la caccia alla fauna selvatica stanziale in 3 giornate fisse la settimana, appare prematuro esprimere giudizi.

 Zanichelli Mauro -WWF Modena

venerdì 3 febbraio 2012

APPELLO PER SALVARE GLI ANIMALI

 L’ondata di freddo siberiano, le abbondanti precipitazioni nevose ed il ghiaccio di queste giorni azzerano le possibilita’ per avifauna ed animali di reperire il nutrimento atto alla sopravvivenza. Per questo motivo le associazioni ambientaliste rivolgono un accorato appello ai cittadini, alle amministrazioni ed a chiunque abbia a cuore la salvaguardia del nostro patrimonio faunistico, ad attivarsi per favorirne la sopravvivenza mai a rischio come in questi giorni di prolungato gelo.
Si consiglia  di evitare per l’avifauna prodotti di forno o briciole che, ingeriti con acqua per esser digeriti, potrebbero provocare blocchi per il freddo nello stomaco degli uccelli e la conseguente ipotermia. Molto meglio mangimi per insettivori, semi, noci ,nocciole, semi di girasole etc., tritati o interi, che vengono venduti nei negozi di mangimi, nei negozi specializzati ed anche nei supermercati. Meglio di tutto sono le palline di margarina con semi dentro inserite in una retina da limone ed appese ad un ramo del giardino, del parco o del bosco. Altri prodotti vengono venduti principalmente nei negozi specializzati ma possono essere fatte anche in casa. Chi vive in collina e montagna dove sono presenti caprioli, tassi ed istrici, che in queste condizioni tendono ad avvicinarsi alle case,  puo’ contribuire spargendo fieno o frutta o quanto rimane del pasto. Misure minime ma importantissime in questo periodo.
Per chi volesse cimentarsi qui di seguito vi proponiamo anche una “ricetta” molto semplice:

TORTINE PER NUTRIRE GLI UCCELLINI
Ingredienti:
0,5 kg di farina di frumento per dolci
1 kg di farina per polenta di mais giallo
0,5 kg di zucchero
3 o 4 confezioni di margarina vegetale da 250 grammi
Ingredienti facoltativi:
una bustina di uva sultanina
1 o 2 mele tagliate a cubetti
fichi secchi tagliati a cubetti o strisce
un etto di semi di girasole
1 bicchiere di riso crudo
1 o 2 bustine di pinoli
2 o 3 etti di riso soffiato (quello usato per i cani)Preparazione:
In una terrina si mescolano, in un composto omogeneo, tutti gli ingredienti tranne la margarina. Nel frattempo in una pentola si scalda la margarina a fuoco medio, fino a completa fusione. A questo punto la si versa  nella terrina e, aiutandosi con un cucchiaio o con le mani, la si incorpora con gli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Infine con le mani si modellano delle tortine a forma di palla, che si mettono a raffreddare a parte.Somministrazione:
Le tortine vanno somministrate agli uccelli in luoghi non accessibili a cani e gatti, in quanto molto appetitose anche per loro! Possibilmente devono essere posizionate su davanzali, sopra i tetti, tra i rami degli alberi, ecc. 

Gli amici animali ve ne saranno grati.

WWF, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, OIPA

lunedì 30 gennaio 2012

L’sos dei medici contro gli inceneritori - Un articolo del giornalista Fabio Gavelli

L’sos dei medici contro gli inceneritori
«Possono provocare rischi alla salute»

Intanto si allarga il numero dei residenti di Coriano che si costituisce contro Hera.
«ESISTONO convincenti evidenze sull’aumento del rischio di cancro e altre patologie connesso con l’esposizione alle emissioni dei vecchi inceneritori». E’ la conclusione del capitolo dedicato ai rifiuti del volume ‘Ambiente e tumori’, lavoro che raccoglie decine di studi sull’argomento, a opera di una trentina di oncologi ed epidemiologi di fama nazionale. Il libro, pubblicato a cura dell’Aiom, l’associazione di oncologia medica, sarà presentato giovedì nel salone comunale. Il progetto è nato e si è sviluppato a Forlì: il coordinatore è il dottor Ruggero Ridolfi, direttore di Immunoterapia all’Irst di Meldola, mentre l’oncoematologa Patrizia Gentilini ha redatto vari capitoli, fra cui quello sugli inceneritori, dove si cita fra l’altro lo studio Enhance-Health che si è concentrato sulla popolazione di Coriano. Quest’ultimo stima per le donne residenti almeno 5 anni nell’area dei due impianti (di Hera e Mengozzi) un aumento del rischio di morte per tutte le cause. Ma il volume parla in genere di correlazioni fra l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e dei suoli e la possibilità di ammalarsi di cancro. Con un avvertimento: bisogna attenersi sempre più spesso al principio di precauzione.
COSA significa nel caso degli inceneritori? Bisogna spegnerli? «Di certo bisogna limitarne il loro uso e bene fa chi insiste sulla raccolta porta a porta, perché l’obiettivo è ridurre la quantità di rifiuti e riciclarli il più possibile — dice Ridolfi — . Nel lungo termine però si può pensare di fare a meno di questi impianti». ‘Ambiente e tumori’ parla anche di altri temi. «Sì, siamo preoccupati per le ricadute sulla salute di una serie di inquinamenti. Tutto è nato dall’idea che l’Aiom si possa occupare anche di prevenzione primaria, cioé delle cause dei tumori, e non solo di terapie».
In città tiene banco soprattutto il tema inceneritori. Si allarga il fronte dei cittadini che si costituiranno parte civile nel processo che vede imputati i dirigenti di Hera e Mengozzi, accusati di non avere avuto documentazioni in regola per l’attività degli impianti. La prossima udienza si terrà il 6 febbraio al Tribunale di Forlì e in quel caso si amplierà la platea dei cittadini di Coriano pronti a scendere in campo contro le due aziende. «Saremo una decina — dice Giovanni Gnani, del comitato che si è costituito a Coriano — . A prescindere da come finirà il processo, ci preme soprattutto sensibilizzare i cittadini. Gli inceneritori vanno chiusi».
Fabio Gavelli

Riflessione sull'ultima indecente proposta sulla caccia

Ad intervalli regolari arriva da qualche parlamentare un’indecente proposta di modifica della legge sulla caccia. Proposte regolarmente tutte affossate per l’evidente incompetenza dei proponenti. Oggi ci prova un certo Gianluca Pini, deputato romagnolo della lega . Inutile parlare delle proposte avanzate a puro scopo elettorale e assolutamente inconsistenti dal punto di vista giuridico perché in netto contrasto con la legislazione europea in materia. Ma si sa, ai leghisti dell’Europa non interessa nulla. Loro pensano a salvaguardare le loro tradizioni culturali, “polenta e osei” e le salciccie di Pontida. Quindi parlare di legalita’con loro è fatica sprecata. Ma poiché anche solo accennare a una “deregulation” del settore, come suggerita dagli emendamenti 30.054 e 30.055 alla legge Comunitaria dell’individuo sopra citato, risulta offensivo a chi da tempo si sforza di preservare cio’ che rimane della nostra fauna dopo la decennale “cura” imposta dei cacciatori, allora è tempo non solo di inorridirsi per la stupida arroganza delle proposte, ma di passare, per cosi’ dire , al contrattacco. Individuando qualche deputato che porti in parlamento proposte esattamente contrarie in ossequio alla legislazione comunitaria: limitazione delle specie cacciabili, decisa limitazione dei periodi di caccia, abolizione delle deroghe, limitazione dei capi, galera per il bracconaggio e l’uso di mezzi vietati, ritiro della licenza in caso di abbattimento di specie protette. Sicuramente la societa’ civile, nella stragrande maggioranza contraria alla caccia, apprezzerebbe. Lasciando cosi’ ai cacciatori, una volta tanto, l’onere dei ricorsi al TAR, al Consiglio di Stato etc, che tanto impiegano delle nostre disponibilita’ finanziarie! Nella logica del contrattacco sovviene un’ altra considerazione. Poiché lo stato è senza risorse, impone di continuo nuove tasse e tagli anche al patrimoni storico e naturalistico, compresi i parchi che sono la vera ricchezza del paese, è giunto il momento di prendere i soldi dove sono. Ecco allora una proposta sicuramente foriera di entrate per lo stato. Tenendo conto dell’elevato numero dei cacciatori,750.000 ca., e del fatto che la fauna , patrimonio indisponibile dello stato quindi di tutti noi, viene concessa a loro disposizione con una tassa irrisoria ( 500/600 €.ca.)* e che tale attivita’risulta in contrasto con la stragrande maggioranza dei cittadini( 88% ca.), è opportuno avanzare alla politica una proposta per il raddoppio delle tasse governative a questa categoria di cittadini che, godendo di un tollerato privilegio, potrebbe finalmente contribuire, con le diverse decine di milioni di euro ottenute, alla conservazione dei beni paesaggistici, alla salvaguardia dei parchi e del patrimonio storico.
D’altro canto i cacciatori non perdono occasione per dire che sono veri ambientalisti. E’ tempo di metterli alla prova!

*(il valore di un cinghiale, la specie ora piu’cacciata)

Zanichelli Mauro
WWF Modena

domenica 8 gennaio 2012

C'è un'altra Modena che aspetta di essere bonificata, recuperata e valorizzata



C'e' un'altra Modena che è in fase di costruzione o che aspetta di essere bonificata, recuperata e valorizzata. E si cercano nuove aree F ovunque rimaste nella città, si approvano nuove varianti per sfruttare qualsiasi spazio verde, campo di calcio, parco o angolo anche laddove nessuno vuole, e dove le costruzioni andrebbero a interferire con falde acquifere e zone di tutela.
Il programma di riqualificazione urbana della fascia ferroviaria, quadrante Nord, è del 1999 e ne fanno parte comparti pubblici e privati quali Mercato Bestiame, Fondazione Pro Latte, Fonderie Modena, Ex Corni, Acciaierie, Consorzio Agrario, Benfra, Vinacce.
Sono già costruiti diversi edifici imponenti nell'area ex Vinacce ed ex Acciaierie con una disponibilità già eccessiva di immobili oltre ai comparti Mercato Bestiame, Pro Latte, Consorzio Agrario, Fonderie ed ex Corni dove alcuni fabbricati sono in fase di costruzione e sono proprio edifici residenziali ma non solo ed altri per vari motivi e contenziosi sono ancora abbandonati a se se stessi e al degrado e che offrono uno spettacolo assai poco elegante e sicuro di Modena. Oltre agli alloggi già sfitti e disponibili, se aggiungiamo tutta questa disponibilità futura di spazi di ogni tipo, che sarà difficile alienare in poco tempo, ci rendiamo conto dell'assurdità di cui parliamo quando pensiamo di costruire ancora in via Aristotele, Cannizzaro, S. Caterina ecc. 
Mi sono permessa di fare una visita di queste aree e di rendere pubbliche le foto a memoria di chi sostiene che ancora mancano alloggi e ci sono ancora esigenze di costruire, per suggerire che prima di consumare ulteriore suolo o verde, forse è il caso di affrontare questi problemi ancora irrisolti e di recuperare queste aree dismesse tutt'ora disponibili che rappresentano poi tutta la città a nord.

















domenica 18 dicembre 2011

Riduzione e Riciclo Totale dei Rifiuti




WWF MODENA

COMUNICATO STAMPA 18/12/2011

PROGETTO DI LEGGE POPOLARE PER RIDURRE I RIFIUTI E AUMENTARE IL RICICLAGGIO IN EMILIA-ROMAGNA

Ieri a Bologna presso la sede del WWF è stata presentata l’iniziativa “Riduzione e Riciclo Totale”, nata da un gruppo di associazioni tra cui WWF, Legambiente ed Ecoistituto di Faenza.

Ridurre la produzione dei rifiuti e riciclare quanto resta, così come indicano le norme europee, attraverso azioni di prevenzione, raccolta porta a porta, applicazione della tariffa puntuale sui rifiuti effettivamente prodotti, incentivazione del riuso e riciclaggio. E’ la direzione indicata dal progetto di legge di iniziativa popolare elaborato dall’Ecoistituto di Faenza, insieme ad alcuni amministratori di vari comuni e promosso in Emilia-Romagna da cittadini, comitati ed associazioni, tra cui WWF e Legambiente, riuniti nel comitato “Riduzione e riciclo totale rifiuti”.
La proposta di legge, che in origine i promotori avevano pensato di presentare previa raccolta di cinquemila firme, ha poi sorprendentemente imboccato la strada ancora più rapida della presentazione attraverso i Comuni. Sono già undici, a cominciare da Forlì, per un totale di oltre 230.000 abitanti, i Comuni che hanno fatto propria la proposta, presentandola alla Regione e molti altri Comuni si accingono ad aderire. La via della mobilitazione popolare non è però abbandonata: i cittadini potranno firmare per sollecitare l'adesione del proprio comune, nel caso questo non abbia ancora aderito.
Il testo della proposta di legge prevede l’istituzione di un meccanismo economico automatico, che premierà i comuni ed i cittadini più virtuosi (meno rifiuti e più raccolta differenziata), facendo ricadere gli oneri sui soggetti che continueranno a smaltire i rifiuti in discarica e negli inceneritori. Nel dettaglio questi i punti principali:
·         estensione della tassazione delle discariche anche agli inceneritori;
·         premi e sgravi sulla tassazione ai Comuni che producono meno rifiuti ed in particolare meno rifiuti a smaltimento;
·         applicazione della tariffa puntuale, per cui ogni utente paga sulla base della quantità e qualità di rifiuto effettivamente prodotto e consegnato, come forte leva alla riduzione dei rifiuti;
·         incentivi ai progetti di riduzione, al riuso, alla raccolta porta a porta, la forma di raccolta che ha dimostrato i migliori risultati e il contenimento della produzione di rifiuti;
·         incentivi agli impianti per riuso e riciclaggio, che riducono sensibilmente i costi di smaltimento e producono un forte risparmio energetico, aumentando l’occupazione nel settore.
·         Restituzione ai comuni della responsabilità nella gestione dei rifiuti
La proposta di legge, dunque, estende anche agli inceneritori la tassa sullo smaltimento, che ora viene applicata solo alla discarica e al trattamento meccanico biologico. L’Unione europea ha infatti recentemente equiparato gli inceneritori alle discariche, dal momento che il loro recupero energetico non supera il 65%, come in genere quelli del nostro territorio.
La tassa di smaltimento non peserà sui bilanci dei Comuni virtuosi, che beneficeranno di sgravi per la minore produzione procapite, con un meccanismo progressivo ed automatico. Ad esempio, i Comuni che produrranno meno di 150 chili procapite all’anno, non solo non pagheranno la tassa di smaltimento, ma riceveranno un contributo-premio per ogni abitante.
Il sistema creato con il tributo sullo smaltimento da una parte e gli sgravi e i premi dall'altra, farà diminuire la bolletta dei cittadini dei comuni virtuosi, e quindi incentiverà una  gestione più corretta. Un sistema da cui ci si aspetta un cambio di passo via via progressivo verso una reale riduzione, riuso e riciclaggio, con la progressiva scomparsa di inceneritori e discariche.
Al momento in Emilia Romagna hanno votato la proposta di legge 13 comuni: Forlì, Galeata (FC), Bertinoro (FC), Forlimpopoli (FC), Sassomarconi (BO), Medicina (BO), Monte S. Pietro (BO), Monteveglio (BO), Pieve di Cento (BO), Savignano sul Panaro (MO), Vignola (MO), Bazzano (BO), Castello D’Argile (FE), per complessivi 246.000 abitanti.

A gennaio 2012 chiederemo un incontro a tutti i sindaci dei comuni della Provincia di Modena, che ancora non l’hanno approvata, e faremo partire la raccolta firme dei cittadini a sostegno della proposta di legge per dire:

SI
Alla riduzione dei rifiuti
Al riuso dei beni a fine vita
Alla raccolta porta a porta
Al riciclaggio

NO
Agli inceneritori
Allo spreco

FIRMA PERCHE’ IL TUO COMUNE VOTI LA PROPOSTA DI LEGGE!

All’iniziativa Riduzione e Riciclo Totale aderiscono:
WWF Emilia-Romagna, Legambiente Emilia-Romagna, Ecoistituto Faenza, Associazione Gestione Corretta Rifiuti Parma, Comitato Val Bidente -  Salute e Ambiente, AUSER Emilia-Romagna, Monteveglio Bene Comune, Comune di Forlì, Comitato Modena Salute e Ambiente, Comitato Ambiente e salute di Bazzano, Comitato di Savignano, Circolo culturale Rossenna di Polinago, Comune di S. Giovanni Persiceto, Comune di Savignano S/P

Per aggiornamenti vsita il sito: 

http://riduzionerifiuti.net/